Negli ultimi mesi si è parlato molto dell’avviso di sicurezza diramato dalla multinazionale olandese Philips, relativo a buona parte dei dispositivi Cpap e ventilatori NIV targati Philips Respironics. Probabilmente qualcuno di voi ne avrà già sentito parlare dal servizio di Report andato in onda su Rai2 il 26 giugno, ma cosa sta succedendo? Quali sono le cause di questo avviso di sicurezza? Facciamo chiarezza sul caso.
Un anno di segnalazioni
Tutti noi conosciamo la Philips per i suoi dispositivi elettronici: televisori, rasoi e spazzolini. Philips, infatti, non è propriamente un’azienda farmaceutica, ma nel 2007, con l’obiettivo di espandere i propri interessi, ha acquistato una piccola azienda produttrice di dispositivi Cpap e ventilatori, è così che nasce la Philips Respironics. Questi dispositivi, oltre ad essere largamente usati da chi soffre di apnee notturne, nel 2020 nel pieno della pandemia di Covid-19, sono stati massicciamente usati negli ospedali per aiutare i pazienti con problemi respiratori.
A seguito di questo uso massiccio dei macchinari respiratori e ventilatori Philips Respironics, le segnalazioni di problematiche respiratorie legate all’uso dei dispositivi sono schizzate alle stelle. Segnalazioni che arrivavano, in numeri minori ma non per questo di minore importanza, già negli anni precedenti.
Gli utilizzatori dei ventilatori e respiratori Philips, dopo anni di utilizzo del macchinario, lamentavano dolori e bruciori mattutini ai polmoni e al sistema respiratorio.
Si è poi scoperto che questi dispositivi rilasciavano delle micropolveri provenienti dalla schiuma fonoassorbente, utilizzata per attutire il rumore del motorino, che si degrada con il tempo e l’utilizzo.
Ritiro e sostituzioni dei dispositivi
Come conseguenza delle segnalazioni e della scoperta dei danni provocati dal deterioramento di questa schiuma fonoassorbente presente nei macchinari, negli Stati Uniti l’agenzia di sorveglianza sanitaria, la FDA, ha imposto a Philips di ritirare e sostituire il più velocemente possibile i suoi dispositivi. Anche la Francia ha ordinato a Philips di ritirare almeno il 75% dei respiratori venduti in tutta la Francia.
Purtroppo in Italia si è deciso di procedere in maniera diversa, proprio perchè a seguito di una lunga valutazione da parte del nostro Ministero della Salute, si è visto che risulterebbe davvero difficile ritirare i dispositivi Philips senza lasciare i pazienti che usano la cpap senza un dispositivo sostitutivo. Per il momento, il nostro Ministero della Salute si è limitato a diramare un avviso di sicurezza relativo ai dispositivi Philips Respironics, scoraggiandone anche l’acquisto e la vendita. Ciononostante, ai microfoni di Report, Philips ha affermato di aver sostituito e riparato solo il 20% dei respiratori utilizzati dai pazienti italiani. Il piano di gestione è molto lento, per sua stessa ammissione, la Philips ha detto di aver deciso di avvisare gradualmente i pazienti di sostituire le macchine, proprio perchè al momento mancano i dispositivi per procedere a una corretta sostituzione.
Cliccando qui potrete vedere direttamente sul sito della Philips, l’elenco dei dispositivi interessati per il ritiro e maggiori informazioni sulla questione.


